LAnotaMAGGIORE

testi e accordi dei miei pensieri

Cantautori e marmellata..

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Bobo Rondelli e Lorenzo Urciullo, alias Colapesce, hanno in comune “la marmellata”, oltre all’essere annoverati nella categoria dei cantautori italiani. Il primo ne parla come del più delicato e nostalgico ricordo d’infanzia; nell’immaginario del secondo la marmellata è paragonata “all’arma migliore di guerra”. Visioni disparate e universi musicali distanti che si intrecceranno stasera nel doppio concerto che i due artisti terranno a Torre Regina Giovanna (Apani, Br) per la seconda puntata del “Baccatani Wave Festival”. A dirla tutta, i toni morbidi competono più al siracusano che ha acquisito visibilità nazionale dopo la pubblicazione del disco “Un meraviglioso declino”. Un ossimoro suggestivo che inquadra la realtà attuale dell’Italia segnata dal disfattismo e dalla immobilità economica ed emozionale. Tempi duri per tutti, in particolare per i neolaureati che, in molti casi, devono adattarsi alle circostanze rinunciando ai propri sogni. Lo stesso destino ha spinto Colapesce a buttarsi a capofitto nella musica, perché “quando il gioco si fa duro è meglio investire su ciò che fa stare bene”. Nelle sue canzoni Lorenzo Urciullo dipinge con pregevole attenzione metrica un immaginario che lascia intravedere uno spiraglio, un barlume di speranza. Lo stesso cantautore ammette che non sa quale sarà il suo futuro: “Non ho mai pensato che quella artistica fosse la soluzione definitiva. Continuerò a scrivere fino a quando avrò qualcosa da dire. Vivo a stretto contatto con la musica da quando ero piccolo, non mi sono mai chiesto come e quando è iniziata questa passione. Mi è sempre piaciuto far rivivere le canzoni, note e sconosciute, attraverso cover reinterpretate in maniera personale”.
Colapesce dividerà la scena con il più navigato Rondelli. Il cantautore livornese è considerato da una parte della critica l’erede di Piero Ciampi, per altri è un poeta maledetto che mescola stile “Baudelaire” e sarcasmo. Dalla sua ha un passato tra piccoli e grandi palchi, qualche ruolo cinematografico e una vena dissacrante che resiste ai mutamenti musicali e alle collaborazioni. Ha iniziato da giovanissimo con il gruppo “Ottavo Padiglione”, poi è seguita la carriera da solista e attualmente collabora con la brass band l’Orchestrino. “Spaziare tra i vari generi musicali non è una scelta prestabilita, quanto piuttosto un percorso naturale legato alla tipologia delle canzoni-, racconta il cantautore toscano. –L’importante è vestire il testo di un arrangiamento ideale, ma la mia non è una ricerca maniacale. Sono soddisfatto quando un brano è fischiettabile, quando entra facilmente nella testa della gente, quando diventa una sorta di “preghiera corale” che il pubblico canta ai concerti. Le canzoni di Bobo Rondelli sono componimenti poetici che scorrono come piccoli film, le musiche alternano influenze rock, reggae e ritmi balcanici. “Fare il cantautore è fondamentalmente un gioco, ma sarebbe errato pensare che la necessità di essere creativi non sia un vero e proprio impegno. Da quando sono diventato padre ho iniziato a considerare la mia attività professionale come un vero e proprio mestiere, ma senza mai tralasciare il lato ludico”, conclude l’artista.

(articolo pubblicato in data 22.06.2013 su Nuovo Quotidiano di Puglia)

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